associazione elimu

“Educational Exchange Programme” e i suoi sviluppi con le ICT

February 15th, 2008 by elimu

Presentiamo di seguito le slides utilizzate alcuni mesi fa da elimu durante un incontro con gli insegnanti dei Gwassi (Kenya), per spiegare l’evolversi dell’ “Educational Exchange Programme” con l’arrivo delle nuove tecnologie e della connessione internet al centro polifunzionale IKSDP di Nyandiwa.

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Rimandiamo all’articolo “HARAMBEE .. a Nyandiwa” per chi fosse interessato a saperne di più…

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Educational project “Harambee - Gwassi” su Second Life

February 13th, 2008 by Chiara Pozzi

Siamo lieti di annunciare che giovedì 21 febbraio, a partire dalle ore 21.00, verrà presentato su Second Life, il progetto di scambio educativoHarambee Gwassi” della Fondazione Brownsea, a cui partecipano alcune scuole dei Gwassi (Kenya) e alcune scuole italiane. Si tratta di un progetto che ha visto coinvolta lo scorso anno anche la nostra associazione con un intervento formativo rivolto agli insegnanti dei Gwassi.

Giovedì 21 sarà possibile partecipare ad un dibattito, assistere ad un’interessante proiezione fotogragica, leggere le storie delle scuole africane e scabiare quattro chiacchiere con chi è coinvolto in prima linea nel progetto! Gli organizzatori dell’evento, invitano tutti gli interessati a partecipare!

mercatino harambee

Prima, dopo o durante la presentazione è anche possibile fare due passi nel mercatino d’inverno, realizzato in Second Life all’interno della Community ITnet. Si tratta di un evento sperimentale progettato e realizzato dal Dipartimento di Informatica e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano. Il mercatino, a favore del progetto”Harambee Gwassi”, si è ultimamente arricchito di molti oggetti virtuali.

Ma cos’è ITnet?

ITnet (ITalaNETtwork), è una rete di cittadini in Second Life (ma non solo in SL). L’idea e l’obiettivo della community è di riprodurre adeguatamente il concetto di rete civica all’interno di SL e nello specifico nell’Isola di Pesca. In questo spazio sono state allestite aree destinate alle diverse realtà tipicamente urbane, che si possono riproporre in Second Life: un’area destinata a progetti ed eventi di arte e cultura, un’area dedicata all’ “educazione” per supportare i docenti a comprendere le potenzialità di SL come strumento per la didattica, e varie altre da scoprire … come “la piazzatta” e “l’anfiteatro”.

Articolo di supporto per entrare in SL

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Minciu Sodas Laboratory

February 2nd, 2008 by elimu

Riceviamo da una ex-cosista del master “Progettazione e gestione di formazione in rete”, organizzato dal Laboratorio LTE dell’Unveristà di Firenze e pubblichiamo.

Il Minciu Sodas Laboratory, creato e gestito da Andrius Kaulikaukas (Vilnius – Lituania), è un servizio per gli indipendent thinkers, un sito di social networking, con possibilità di chattare, contribuire a produrre contenuti e fornire informazioni all’interno di forum e wiki. Al MS Lab partecipano persone da tutto il mondo, in particolare dall’East Africa (Kenya, Tanzania e Uganda).

I gruppi di lavoro, gli Holistichelping, affrontano tematiche legate allo sviluppo, in particolare nel continente Africano. Gli ambiti di discussione e intervento sono molto diversificati: si va dalla finanza alternativa all’agricoltura, alla formazione con il supporto delle ICT. Pamela Mclean si interessa di e-learning e coordina il gruppo learningfromeachother.

Anche Minciu Sodas Laboratoy sta occupandosi in questo periodo dell’emergenza Kenya.

In seguito ai tragici avvenimenti in Kenya, MS Lab si è attivato a sostegno dei suoi membri per tessere una tela di rapporti per la riconciliazione. Il MS Lab si è impegnato direttamente per prevenire situazioni di emergenza, cercando di coinvolgere i ribelli della tribù Kalenjin che hanno bloccato le strade impedendo il trasporto dei beni di prima necessità.

Sul sito è possibile leggere informazioni aggiornate e vedere le azioni in corso.

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Moodle e ICT4D (ICT per lo sviluppo)

February 2nd, 2008 by Chiara Pozzi

ict4dict4dict4d logoict4d logoWelcome to the Moodle environment administered by the ICT4D Collective at Royal Holloway, University of London! Karibu sana kwenye mazingira ya Moodle inayoumbwa na shirika la ICT4D! Boas vindas ao ambiente de Moodle administrado pelo Colectivo TIC4D! Bienvenue dans l’environnement de Moodle administré par le Collectif TIC4D!”

Così ci accoglie l’ambiente di apprendimento dedicato alle tematiche delle ICT per lo sviluppo, progettato e allestito su Moodle dal collettivo ICT4D (ICT for development). Due gli spazi principali a disposizione.

“ICT4D”, frutto di una partnership tra 4 istituzioni educative dell’Africa e il centro UNESCO ICT per lo sviluppo. Il corso raccoglie forum di discussione, wikis, blog e risorse varie suddivise nelle seguenti sezioni:

  • pubblicazioni
  • eventi e conferenze
  • strategie ICT Strategies per African HEIs (Higher Education Institutions)
  • organizzazioni
  • monitoraggio e valutazione
  • soluzioni laptop per gli studenti delle università africane
  • linee guida per rinnovare i computer nelle università africane
  • FOSS (free open surce software)
  • eGovernance in Africa,
  • digital learning resources
  • integrazione pedagogica delle ICT: osservatorio

Il secondo corso, “ICT4D Postgraduate Environment”, ha invece lo scopo di promuovere forum di discussione e di scambio di knowledge tra studenti laureati all’interno del collettivo ICT4D. Si tratta di una sperimentazione per valutare come Moodle possa essere di supporto alle attività di ricerca.

Che dire? A me sembra molto interessante e suggerisco di andare a vedere di cosa si tratta!

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ICT per l’educazoine in Africa: due ricerche di infoDev

January 20th, 2008 by Chiara Pozzi

copertinaSegnaliamo due interessanti ricerche pubblicate recentemente da infoDev, Programma della Banca Mondiale, creato nel 1995 per la promozione delle ICT nei paesi in via di sviluppo.

La prima indagine prende in esame l’utilizzo delle ICT in Africa, le politiche e le strategie di sviluppo, le iniziative attualmente attive in questo ambito. Il lavoro, intitolato Survey of ICT in Education in Africa. How are ICTs currently being used in the education sector in Africa, and what are the strategies and policies related to this use? , può essere scaricato gratuitamente al seguente link http://www.infodev.org/en/Publication.353.html

Contenuti del documento:

  • ICT Policies for Education in Africa

  • ICT Activities and Initiatives in Higher Education in Africa

  • ICT Activities and Initiatives in Primary and Secondary Schools

  • ICT Activities and Initiatives in Non-formal Education in Africa

  • Gender Equity and ICT in Education in Africa

  • Factors Enabling and Constraining ICT Use in Education in Africa

  • ICT in Education in Africa: A Way Forward

+ Regional ICT/Education Initiatives in Africa

La seconda segnalazione riguarda un breve report, che offre una panoramica sulle attività e sulle problematiche relative all’utilizzo delle nuove tecnologie in ambito educativo e formative di 53 paesi del continente africano. La ricerca, condotta nel 2007 e intitolata “Survey of ICT and Education in Africa. Volume 2: 53 Country Reports”, non è esaustiva delle iniziative esistenti ma permette di comprendere una situazione poco conosciuta e particolarmente dinamica. Il documento è scaricabile gratuitamente al link: http://www.infodev.org/en/Publication.354.html

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eLearning Africa 2008

January 20th, 2008 by Daniela Melardi

È alle porte l’appuntamento con eLearning Africa 2008, conferenza internazionale annuale – giunta alla terza edizione - che si svolge nel continente africano sul rapporto fra ITC e progetti di sviluppo, formazione ed educazione.

Come gli stessi organizzatori sostengono, la conferenza rappresenta “the largest event on educational technologies and development ever taking place on the continent.” fonte

Addis Ababa 2006 è stata la prima tappa; Nairobi 2007, la seconda.
Per quest’anno l’appuntamento è ad Accra, in Ghana nei giorni 28-29-30 maggio.

Ad oggi sono state presentate più di 360 proposte. La scandenza per le presentazioni era fissata al 7 dicembre 2007 ma sebbene il “Call for Paper” sia ufficialmente chiuso, è ancora possibile presentare degli interventi.

La conferenza prevede delle plenary sessions, presentation sessions, special focus sessions, workshop e molte altre attività sulle seguenti tematiche:

1. Unleashing the Capabilities of Universities Through Information and Communication Technologies
2. Corporate eLearning in Africa and Beyond
3. Introducing eLearning into the School System
4. Designing and Delivering eLearning
5. Building the Infrastructure for Education in the 21st Century
6. Open Source and Open Content
7. eLearning in Medical Education and the Fight Against HIV and AIDS
8. Advanced Technology Developments
9. eLearning Supported by Development Partners
10. Empowering Women Through ICT and eLearning
11. Improving the Quality and Outreach of Technical and Vocational Education
12. Libraries as Access Providers to Resources and Expertise
13. Quality Development and Quality Assurance
14. Achieving Inclusivity Through eLearning
15. eLearning for the Public Sector
16. Policy Issues and Large-Scale Take-Up of eLearning

Sarà possibile quindi ascoltare l’intervento di importanti esponenti del mondo politico-educativo africano e conoscere i progetti attraverso le testimonianze dei loro realizzatori.

Interessante anche l’opportunità di partecipare alle attività pre-conference quali: pre-conference workshops, pre-conference seminars; pre-conference meetings.

Insomma, un modo per immergersi, a vari livelli, nel “mare africano” delle ICT e dei progetti di sviluppo che si svolgono in quest’area.

Per maggiori informazioni consigliamo di visitare il sito della conferenza elearning-africa.com

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Ushahidi, testimonianze web 2.0 dal Kenya

January 20th, 2008 by Chiara Pozzi

ushahidiRitorniamo ancora sulla situazione del Kenya e lo facciamo segnalando una interessante iniziativa in corso su ushahidi.com

Ushahidi è una parola Swahili che significa witness, testimone. Il sito è stato creato per permettere a chi vive in Kenya di riportare fatti, violenze e incidenti dopo la crisi post elettorale e posizionarle su una mappa nel web (Google Maps).

Fino ad oggi le testimonianze sono state riportate attraverso il web in maniera convenzionale ma gli inventori dell’iniziativa, Erik Hersman, Ory Okolloh e David Kobaya, hanno promesso che il sistema supporterà presto anche gli SMS, permettendo di documentare i fatti più facilmente con il proprio cellulare. Si tratta di un tentativo interessante e concreto di uso sociale della tecnologia, un modo per monitorare incidenti e fatti che i mainstream media non riportano.

In Kenya i promotori dell’iniziativa stanno lavorando in collaborazione con alcune ONG locali che si occupano di monitorare i disordini sociali sul territorio. Tra queste vogliamo citare l’Ugunja Community Resource Center a cui abbiamo fatto visita a Maggio e di cui ha parlato Daniela all’inizo di settembre in un articolo intitolato “Esperienza Africana - Il paese delle meraviglie e Ugunja“.

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Post-elezioni in Kenya … quando le immagini raccontano i fatti

January 18th, 2008 by Chiara Pozzi

Alcune immagini arrivano dal Kenya attraverso flickr su cui è nata la nuova comunità “Kenya election 2008“, che offre più di 200 foto sulla situazione del paese dopo le elezioni del 27 dicembre 2007.

Altri profili mettono a disposizione immagini dal western Kenya. Segnaliamo mwagatemi e la collezione “Kenya Violence” di Word Have You Say, che ci conducono per le vie della città di Kisumu tra fine dicembre 2007 e inizio gennaio 2008.

Yukonsusan, ha invece allestito una raccolta intitolata “Kenya Election” con alcune foto dell’area di Kakamega, a nord di Kisumu.

Rifugiati

    

Inserito originariamente da mwagatemi

Rifugiati 

  

Inserito originariamente da mwagatemi

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Fatti e testimonianze, processi e speranze: il Kenya dopo le elezioni (parte terza)

January 6th, 2008 by Daniela Melardi
Dal west Kenya: Kisumu e south Nyanza

Facciamo ora un passo oltre, verso la zona occidentale del Paese, nel west Kenya, per approdare a Kisumu, capitale del Nyanza e terza città del paese.

Kisumu - Cybercafe Alcune testimonianze locali evidenziano come Kisumu sia stata obbligata al coprifuoco per diversi giorni durante i quali si è trovata isolata: interrotti sia i collegamenti aerei che quelli via terra con la capitale, grandi le difficoltà ad utilizzare la rete della telefonia mobile e fissa. Chat e e-mail si sono rivelati i pochi mezzi che hanno consentito la comunicazione interna ed esterna al paese.

Un abitante di Kisumu ci racconta di scontri violenti e di conseguenze desolanti per l’intera popolazione:

“La situazione qui è molto difficile. Sono molte le persone morte. La mia casa è stata saccheggiata, privata degli oggetti e dei ricordi più cari. Ma mi ritengo fortunato perché io e i miei familiari stiamo bene. Siamo vivi. Siamo vivi solo perché siamo stati fortunati. Siamo riusciti a scappare dalla città e ci siamo rifugiati in zone lontane dagli scontri e qui aspettiamo che tutto finisca presto…molto presto.

Il South Nyanza invece - area rurale e zona di grande isolamento, con condizioni infrastrutturali quasi nulle - sembra vivere una situazione più tranquilla rispetto alla capitale Nairobi e a Kisumu. La popolazione in questi giorni è in attesa di notizie certe riguardo alle recenti elezioni, ma la tensione - seppur vissuta con una certa distanza e in misura minore rispetto all’epicentro degli avvenimenti - suscita riflessioni e speranze.

Ecco le parole di un abitante del South Nyanza:

Qui gli effetti sono visibili ma le conseguenze non sono molto gravi. I negozi sono chiusi; i mezzi pubblici sono fermi per mancanza di carburante; le linee telefoniche cellulari sono interrotte. Riusciamo comunque a tenerci aggiornati grazie alla connessione internet. Certo, sappiamo che altrove la situazione è caotica, ma noi stiamo bene. Non abbiamo rischiato la vita e siamo al sicuro. Speriamo comunque che venga fuori la verità. La gente vuole che sia chiaro chi ha vinto… e che gli scontri abbiano fine. Aspettiamo la verità.”

Secondo gli ultimi aggiornamenti del 4 gennaio “Sono 250.000 le persone che hanno lasciato le loro dimore per l’ondata di violenze politico-etniche che hanno insanguinato il Kenya dal giorno delle elezioni, il 27 dicembre 2007”. Lo rende noto l’Ufficio di coordinamento delle questioni umanitarie dell’Onu (Ocha) a Nairobi.

Oggi, 6 gennaio, l’agenzia per i rifugiati dell’Onu (Achnur) ha fatto sapere che fornira’ “aiuti immediati” a 100.000 dei 250.000 sfollati vittime delle violenze post elettorali in Kenya.

Come osserva Kizito sul suo blog “Le violenze dei giorni scorsi non possono essere cancellate cosi in fretta. Anche se gli episodi di violenza non si dovessero ripetere ci vorranno mesi per ritornare alla convivenza che era abituale fino a pochi giorni fa”.

Un doveroso obiettivo spetta ora alla comunità internazionale: mediare una situazione di grave tensione politico-sociale per garantire una stabilità al paese e la possibilità di un pieno sviluppo locale.

Luca, Chiara, Daniela

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Fatti e testimonianze, processi e speranze: il Kenya dopo le elezioni (parte seconda)

January 6th, 2008 by Chiara Pozzi

Dalla periferia alla città, dal centro verso le aree rurali

Osserviamo più da vicino alcuni dati sulla distribuzione delle etnie nel paese e percorriamo il viaggio di molti migrati dalla campagna verso l’area urbana di Nairobi. La mappa qui riportata evidenzia alcuni dati sulla distribuzione delle lingue e delle etnie del Kenya.

mappa lingue kenya

mappa nelle sue dimensioni originali

I Luo - un tempo nomadi - vivono oggi nella regione occidentale del Paese, prevalentemente nella provincia del Nyanza, mentre i Kikuyu popolano storicamente l’area centrale del Kenya, vicino alla capitale Nairobi

Secondo stime governative, il tasso di povertà della zona del Nyanza riguarda più del 60% della popolazione. La drammatica situazione di quest’area è stata, ed è tutt’ora, la principale causa di emigrazione di gran parte dei giovani verso le città, in particolare verso la vicina capitale regionale Kisumu e verso la capitale Nairobi. La maggior parte degli emigrati si riversano nelle baraccopoli e nelle zone degradate dei centri urbani; basti pensare che a Kisumu e a Nairobi il 60% della popolazione vive negli slum (UNHABITAT, 2006).

Il fenomeno della migrazione dalle aree rurali a quelle urbane è in continua crescita; si stima che tra il 2010 e il 2015 più della metà della popolazione Keniota vivrà in città, quando solo nel 1970 circa il 90% della popolazione del paese viveva in aree rurali (UN, 2004).

La periferia urbana della capitale Nairobi è in continua crescita. Alti tassi di natalità, immigrazione (o espulsione) dalle campagne e un modello distributivo che accentua sempre di più la distanza tra aree metropolitane e aree rurali sono le cause prevalenti di questo processo in tutti i paesi in via di sviluppo. Le baraccopoli diventano sempre più crogiuolo di volti, lingue, etnie, storie di vita, di marginalità e povertà. Le diversità si concentrano, si sedimentano le une sulle altre e ridisegnano divari economici e culturali già esistenti all’interno del Paese. Nairobi vive una frammentazione di spazi, in cui si creano nuove segregazioni e nuovi tessuti sociali.

La popolazione degli insediamenti informali, o baraccopoli, non è mai omogenea perché è il risultato dell’intersecarsi di flussi migratori stratificati nel tempo, provenienti principalmente dalle zone rurali e povere dell’intero paese, ma anche di spostamenti individuali e familiari interni alla stessa metropoli. Tuttavia al loro interno nascono concentrazioni di famiglie provenienti da aree territoriali omogenee. Così a Nairobi alcune baraccopoli sono popolate prevalentemente da Luo, da Kamba, da Kikuyu …

E oggi, come spesso accade, la capitale, centro amministrativo e politico nazionale, periferia immensa di povertà e di frammentazione sociale, è diventata facile spazio di manipolazione e teatro di disordini e tensioni sociali a seguito dei recenti risultati elettorali.

Luca, Chiara, Daniela

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