ICTs in Schools: Common Problem, Solution in Common (eLearning Africa 2008)
A fine maggio sono stata a eLearning Africa 2008, ad Accra in Ghana. Ho scritto un articolo che è stato pubblicato recentemente su expoelearning.info, lo riporto con molto piacere anche qua, nel blog di Elimu!
Il Ghana ha ospitato quest’anno la conferenza internazionale “ELearning Africa 2008”, che si è confermata un interessante momento di scambio e crescita sia a livello professionale che umano, un’occasione per conoscere da vicino persone e realtà locali coinvolte in progetti di formazione con le nuove tecnologie nel continente Africano.
La terza edizione della conferenza ha visto la partecipazione di circa 1500 persone da 83 paesi, un numero che di anno in anno continua ad aumentare, così come si rafforza la presenza di partecipanti di paesi africani, che raggiunge l’80%. L’Europa è stata rappresentata dal 12,2%, il nord America dal 5,9%, l’Asia dall’1,7%, Australia e America Latina dallo 0,3%.
Eventi, sessioni, esposizioni, incontri, workshop, rinfreschi e anche balli hanno colorato il ricco e variegato calendario della conferenza (e della pre-conferenza).
Mi piacerebbe riuscire ad offrire un assaggio del clima e degli argomenti di discussioni attraverso una breve presentazione dei lavori di una sessione fortemente interattiva in cui sono stata coinvolta. La sessione, dal titolo “ICTs in Schools: Common Problem, Solution in Common” e individuata dal codice SCH37, chiudeva i lavori del filone “Introducion eLearning into the School System”.
Durante le 4 ore di lavoro abbiamo ascoltato la presentazione di diversi progetti: alcuni realizzati a livello nazionale, altri in fase di avvio a livello locale, alcuni per la formazione degli insegnanti, altri per la formazione a studenti in ambito scientifico. 4 slide e 3 minuti, questi i vincoli posti ai relatori per mettere a fuoco gli aspetti rilevanti dell’esperienza: il contesto, gli attori coinvolti e soprattutto per esporre le principali difficoltà emerse.
Il confronto sui problemi comuni è stato il cuore pulsante dell’animata sessione che ha portato ad uno scambio di esperienze concrete tra presentatori, partecipanti e facilitatori.
I primi relatori hanno toccato il tema di programmi per la formazione degli insegnanti a livello nazionale. Gert J. Muller (Change4Africa Foundation, The Netherlands) e Darling Tamakloe (IESA Foundation, Ghana) hanno presentato il programma EQIP Ghana, volto a promuovere l’integrazione delle ICT in ambito educativo. Alphonse Uworwabayeho (Kigali Institute of Education, Rwanda) ha esposto il progetto “Building Teachers’ Capacity to Exploit Available Technology for Teaching and Learning Mathematics and Science”.
Susan Jepkoech Kipkeny (Moi Girls High School Eldoret, Kenya) ha illustrato il processo di implementazione delle ICT nella scuola di Eldoret in cui insegna, mentre Ayodele O Ogunuleye (Lagos University, Nigeria) ha analizzato “The Impact of ELearning on the Academic Achievement of Undergraduate Physics Students in Nigeria”, un progetto pilota condotto dall’Università di Lagos, per introdurre l’e-Learning a supporto dell’insegnamento della fisica.
Kwesi Smith (Kofi Annan Centre of Excellence in ICT, Ghana) ha parlato del progetto dell’OLPC avviato nelle scuole primarie del Ghana, “Experiences with OLPC Pilot Projects in Ghanaian Primary Schools”, chiedendosi quanto l’esperienza pilota abbia aiutato il Ministero dell’Educazione a raggiungere l’obiettivo di un livello base delle ICT nella scuola.
Un ultimo intervento di Ebenezer Malcom e Francis Godwyll (Ohio University, USA), ha illustrato i risultati di uno studio sulla diffusione delle ICT nelle scuole del Ghana e sulla loro integrazione nelle attività didattiche.
Pur nella diversità dei progetti esposti, caratterizzati dalla collocazione in contesti specifici, dalla diversità del target e degli attori coinvolti, da tempi di realizzazione e progettazione più o meno dilatati, stupisce come le problematiche messe a fuoco dai relatori si siano articolate in pochi importanti nodi. Vediamoli nello specifico.
L’accesso all’elettricità è stato individuato come un problema ricorrente e generalizzato, che si declina nella mancanza di infrastrutture, negli alti costi dei pannelli solari utilizzati nelle scuole delle aree rurali e della connessione internet, ancora appannaggio di pochi. A questo primo nucleo di difficoltà si affianca una considerevole mancanza di risorse umane con capacità e competenze adeguate nell’ambito della formazione con le ICT.
Quale l’aspetto più pregnante? Un’animata discussione sulle carenze infrastrutturali da una parte e la mancanza di competenze dall’altra, ha offerto l’occasione per riesaminare da più punti di vista i problemi posti. Si è rafforzata nel gruppo la posizione che vede la carenza di competenze e di risorse umane l’elemento più urgente e strategico su cui investire e a cui dare spazio.
Mi scosto solo un attimo dalla disanima sui lavori della sessione per restituire, in questa sede, la riflessione di Amartya Sen, premio Nobel per l’economia nel 1998. Sen associa lo sviluppo al “processo di espansione delle libertà reali godute dagli esseri umani”, che indica anche con l’espressone “espansione delle capacitazioni degli individui” (Amartya Sen, 1992). Diventano quindi centrali le azioni volte all’abilitazione, all’alfabetizzazione informatica e alla crescita delle capacità e delle competenze. Queste possono essere ”occasioni sociali” che influiscono sulla libertà sostanziale di migliorare le proprie condizioni di vita. Lo sviluppo è libertà.
A questo punto è bene chiedersi quali capacità, quali conoscenze, quali abilità ci sono e quali devono essere acquisite perché si possano avviare processi virtuosi?
Un ulteriore fattore problematico su cui si è concentrata l’attenzione dei presenti è stata la carenza di contenuti locali digitalizzati e/o interattivi, come ha rilevato anche l’esperienza dell’utilizzo dell’OLPC con i bambini delle scuole primarie in Ghana.
Infine, alcuni hanno posto come argomento caldo di discussione il ritardo tra la disponibilità delle infrastrutture e delle ICT e la capacità di integrarle all’interno del sistema educativo.
L’integrazione delle ICT nella scuola e l’utilizzo delle ICT in ambito educativo, suggerisce e conclude uno dei relatori, è un problema di bilanciamento di diversi blocchi costitutivi: la visione sull’educazione, le conoscenze e le competenze esistenti, gli Educational Software e i contenuti, le ICT e le infrastrutture.
Serve, allora, dotarsi di strumenti per imparare a interpretare il sistema complesso in cui ci muoviamo e su cui agiamo. Come? Nessun kit del buon progettista!
Un buon inizio per procedere in questa direzione può essere il confronto con esperienze diverse. Non solo con i casi di successo e le buone pratiche ma anche con gli insuccessi, gli errori e i problemi quotidiani. In tal senso la sessione “ICTs in Schools: Common Problem, Solution in Common” di E-Learning Africa 2008 mi sembra abbia offerto ai suoi partecipanti un’ottima occasione di riflessione!
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