January 20th, 2008 by Chiara Pozzi
Ritorniamo ancora sulla situazione del Kenya e lo facciamo segnalando una interessante iniziativa in corso su ushahidi.com
Ushahidi è una parola Swahili che significa witness, testimone. Il sito è stato creato per permettere a chi vive in Kenya di riportare fatti, violenze e incidenti dopo la crisi post elettorale e posizionarle su una mappa nel web (Google Maps).
Fino ad oggi le testimonianze sono state riportate attraverso il web in maniera convenzionale ma gli inventori dell’iniziativa, Erik Hersman, Ory Okolloh e David Kobaya, hanno promesso che il sistema supporterà presto anche gli SMS, permettendo di documentare i fatti più facilmente con il proprio cellulare.
Si tratta di un tentativo interessante e concreto di uso sociale della tecnologia, un modo per monitorare incidenti e fatti che i mainstream media non riportano.
In Kenya i promotori dell’iniziativa stanno lavorando in collaborazione con alcune ONG locali che si occupano di monitorare i disordini sociali sul territorio. Tra queste vogliamo citare l’Ugunja Community Resource Center a cui abbiamo fatto visita a Maggio e di cui ha parlato Daniela all’inizo di settembre in un articolo intitolato “Esperienza Africana - Il paese delle meraviglie e Ugunja“.
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January 18th, 2008 by Chiara Pozzi
Alcune immagini arrivano dal Kenya attraverso flickr su cui è nata la nuova comunità “Kenya election 2008“, che offre più di 200 foto sulla situazione del paese dopo le elezioni del 27 dicembre 2007.
Altri profili mettono a disposizione immagini dal western Kenya. Segnaliamo mwagatemi e la collezione “Kenya Violence” di Word Have You Say, che ci conducono per le vie della città di Kisumu tra fine dicembre 2007 e inizio gennaio 2008.
Yukonsusan, ha invece allestito una raccolta intitolata “Kenya Election” con alcune foto dell’area di Kakamega, a nord di Kisumu.
Rifugiati
Inserito originariamente da mwagatemi
Rifugiati
Inserito originariamente da mwagatemi
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January 15th, 2008 by elimu

Quanto la
tecnologia ha portato e può portare
cambiamenti sociali e a
livello mondiale? Quanto può modificare le
politiche di cooperazione?
Nicola Bruno affronta con questo taglio l’argomento del social web nell’articolo “Oltre la Banca mondiale ecco il Development 2.0 - Fare tesoro delle tecnologie emergenti nell’internet sociale e tradurle in campo no-profit” pubblicato il 19 luglio 2007 sul quotidiano Il Manifesto e pubblicato su web da VisionPost.
Bruno osserva come il web 2.0 può potenzialmente portare ad un cambiamento di paradigma nelle politiche di cooperazione, consentendo un passaggio da uno “Sviluppo 1.0″ (modello rappresentato da ONU, Banca Mondiale e gran parte delle organizzazioni non governative, specialmente le più grandi - dette anche Bingo = Big Ngo) ad un nuovo modello di “Sviluppo 2.0” (Development 2.0), testimoniato nei fatti da piccole e coraggiose start-up come Kiva, GlobalGiving, Change che hanno fatto tesoro delle nuove potenzialità delle tecnologie emergenti del social web per il campo del no-profit.
Sul blog Social Signal Alexandra Samuel propone un agile ventaglio di buone pratiche nell’utilizzo del social web per il no-profit; qui di seguito riportiamo alcuni punti chiave del suo articolo:
- focalizzare il proprio sito su obiettivo o conversazione specifica;
- invitare aderenti e visitatori del sito a contribuire non solo a livello economico. Il web può essere uno spazio sociale, un luogo in cui sviluppare altre modalità di partecipazione;
- il web 2.0 non significa costruire una propria comunità. Per entrare nella “cultura 2.0” basta iniziare a sperimentare uno dei suoi strumenti. Ad esempio utilizzare un tag comune per archiviare i siti preferiti su del.icio.us all’interno della stessa organizzazione, un semplice modo per condividere risorse di comune interesse;
- accogliere la sfida di passare dalla consegna del messaggio alla conversazione. Considerare e coinvolgere i propri membri come persone che possono creare contenuti per iniziative e attività;
- imparare dall’esperienza degli altri e porre attenzione da come altre organizzazioni no-profit utilizzano il web 2.0. E per trovare on-line altre esperienze, come prima cosa possiamo ricercare su del.ici.ous i tag “nptech” e “No-Profit”.
Possiamo aggiungere altre interessanti buone pratiche di utilizzo creativo del web 2.0 in ambito no-profit:
- dare voce agli aderenti dell’associazione all’interno della piattaforma o del sito attraverso un blog o un forum o un wiki, come ha fatto Greenpeace;
- promuovere una “creativa petizione-fotografica” su Flickr (come nel caso di Oxfam;
- promuoversi, come ha fatto recentemente l’organizzazione kiva.org, organizzando un evento in Second Life;
- organizzare un mercatino natalizio, come ha fatto il Dipartimento Informatica e Comunicazione dell’Università Statale di Milano con l’intento di raccogliere fondi per il progetto Harambee della Fondazione Brownsea;
- partecipare alla comunità professionale di Neurona dedicata al no-profit.
E per il fundracing? Abbiamo trovato un interessante blog italiano, Fundraising Now!, che si propone di studiare e discutere sulla raccolta fondi online e sui rapporti fra Web 2.0 e fundraising.
Chiara e Umberto
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January 3rd, 2008 by Chiara Pozzi

Le notizie che ci arrivano in questi primi giorni del 2008 dal
Kenya, stato in cui stiamo cercando di sviluppare un progetto di formazione a distanza per gli insegnanti delle aree rurali (e non), sono preoccupanti.
Kisumu, città sulle rive del lago Vittoria in cui ha sede l’Università di Maseno e in cui siamo stati a Maggio per un workshop di e-learning Africa 2007 è teatro di scontri, violenze e repressoini. I collegamenti aerei con la città sono stati interrotti, i rifornimenti (anche di cibo) diminuiscono di giorno in giorno è in corso il coprifuoco.
Sull’Africa è sempre difficile trovare informazioni attente. Per chi fosse interessato a seguire più da vinicino l’evolversi della situazione, segnalo alcune risorse interessanti.
L’
internazionale propone link a quotidiani, settimanali, riviste (internazionali) che parlano di Kenya al segunete link
http://www.internazionale.it/kenya
In italiano il sito della rivista
Nigrizia, sito dell’Africa e del mondo nero. Al seguente
link leggiamo un’interessante e recentissima (di ieri) analisi sulla situazione del Kenya del direttore di Nigrizia.
http://www.nimedia.it/ è il link a
Nigrizia Multimedia, casa di produzione di materiale audio-video riguarndare le tematiche dell’Africa e del Sud del Mondo dei comboniani.
Troviamo un’intervista (audio) a Nairobi a padre Daniela Moschetti al link
http://www.nimedia.it/argomentof.asp?idf=93
Infine segnalo una mailing list a cui sono iscritta e da cui ricevo notizie ed informazioni sull’Africa. Si tratta dalla
mailing list di IPSIAfrica di IPSIA (Istituto Pace Sviluppo Innovazione ACLI).
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November 25th, 2007 by elimu

E’ online il nuovo numero, il n° 52, di
Form@re, interamente dedicato al tema “
Le sfide del Digital Divide. Ricerche ed esperienze.” In questo numero avrete la possibilità di leggere anche i contributi di elimu al dibattito in corso sulla sempre più pressante tematica del
divario digitale, grazie ai contributi dei soci Chiara Pozzi e Luca Bianchi.
La prima, nell’articolo “
Pc e Internet a Nyandiwa (Kenya): quali possibilità di sviluppo in ambito formativo?” presenta, attraverso alcune immagini significative, la prima fase di un
progetto, in cui l’
associazione elimu è coinvolta, che prevede l’avvio di corsi di
formazione a distanza per gli
insegnanti di un un’
area rurale del
Kenya. Si tratta di un’analisi preliminare del contesto, dei bisogni e di un primo intervento di alfabetizzazione informatica degli insegnanti. Il progetto si inserisce in un processo di
sviluppo della comunità locale avviato da diversi anni grazie all’impegno di soggetti locali e organizzazioni internazionali, e si propone il superamento del divario digitale, promuovendo un
uso consapevole delle nuove tecnologie in
ambito educativo.
Il secondo contributo, “
Digital Divide e disabilità: il caso delle persone sorde“, curato da Luca Bianchi, affronta la difficile e ancora troppo poco poco esplorata problematica dell’
accessibilità alle nuove tecnologie delle
persone sorde. L’autore, da anni impegnato su questo fronte, dopo una accurata analisi degli aspetti legislativi e del dibattito in corso sul tema, presenta la
lingua dei segni sul web, illustrando le criticità e le prospettive dell’utilizzo dei video appositamente predisposti per questo scopo.
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October 4th, 2007 by Umberto Manduchi
Giunge al terzo appuntamento la Conferenza italiana di Openoffice.org: si terrà a Firenze il 25 ottobre nell’ambito di QuiFree, manifestazione del Festival della Creatività, che si terrà nel capoluogo toscano dal 26 al 29 ottobre.
È la prima organizzata dall’associazione Progetto linguistico italiano Openoffice.org (Plio),
un’associazione di volontariato senza fini di lucro che ha come scopo
la promozione della versione italiana della suite open source per
l’ufficio.
Citando il sito del Plio:
la conferenza sarà divisa in due parti. Nella prima
verranno presentate una serie di relazioni sullo stato del progetto,
durante le quali verranno sintetizzati i punti salienti della
Conferenza Mondiale. Nella seconda verranno invece presentati casi di
successo di adozione di OpenOffice.org.
È un appuntamento imperdibile se si vogliono conoscere le persone
che stanno dietro a OpenOffice.Org in Italia, persone che inseguono un
ideale ormai non più tanto lontano, quello di un programma gratuito per
la casa e per l’ufficio, capace di affrontare il futuro a testa alta
grazie al formato ormai standardizzato Open Document Format (ODF).
L’associazione PLIO è nata con lo scopo di prendere in mano la
grossa eredità lasciata dai volontari che fino ad ora hanno svolto
tutte le attività legate ad OOo, ma in quanto associazione ha la
possibilità di ricevere dei contributi da parte degli enti e delle
aziende che vogliono finanziare la crescita del software opensource.
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September 30th, 2007 by Luca Bianchi
Questo sito nasce dall’esperienza della Mediateca Visu@le un laboratorio per il software didattico, la comunicazione e l’uso di risorse informatiche per persone sorde.
L’obiettivo è quello di sperimentare forme di usabilità ed accessibilità per quanto riguarda i sordi e gli udenti che lavorano in questo contesto educativo. Per vari motivi crediamo che la diffusione di internet sia veramente prezioso per i sordi e che viceversa i sordi possano contribuire con originalità e innovazione a far crescere questo potente media.
Ecco il link vi invito a testarlo http://www.mediavisuale.it/home/ prima della presentazione pubblica del 23 ottobre.
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September 27th, 2007 by Umberto Manduchi
expolearning.info è un progetto che intende configurare nuove forme di presenza degli stakeholders italiani negli scenari internazionali orientati all’e-learning. Il punto di partenza è un portale, attivo da oggi, che si occuperà degli expo e delle manifestazioni sull’e-learning nel mondo. Ma il portale informativo non sarà che il primo passo di una strategia più ampia, il cui obiettivo è aiutare le imprese e le organizzazioni italiane interessate all’e-learning a costruire una presenza attiva, coerente, proficua alle grandi manifestazioni internazionali.
La strategia comprenderà accordi con gli organizzatori delle manifestazioni per rappresentare ufficialmente l’istituzione o il soggetto che organizza un expo o un convegno in Italia e agire da interfaccia rispetto alle opportunità del caso (stand, workshop, sessioni di lavoro…). Comprenderà inoltre l’offerta di servizi specifici a tutte le organizzazioni italiane (imprese, editori, organizzazioni pubbliche, università, scuole…) che intendono preparare accuratamente la loro presenza agli expo in modo che si trasformi in una reale occasione di business o di crescita: sondaggi sui prodotti che possono interessare i mercati di riferimento dell’expo, logistica, appuntamenti e contatti, preparazione di materiali informativi in altre lingue, suggerimenti strategici.
L’auspicio è che attraverso questa azione mirata di mediazione tra eventi e soggetti interessati si riescano a costruire le premesse per scambi culturali e d’affari più proficui nel panorama internazionale dell’e-learning. Il primo expo che rappresentiamo in esclusiva in Italia è Barcellona 2008. Cominciamo a parlarne…
Nel frattempo il nuovo portale è pronto a ospitare contributi e riflessioni sulle tendenze e gli scenari dell’e-learning, articolati in due sezioni-blog in italiano, inglese e spagnolo:
- Open space (spazio aperto per articoli sulle emergenze nel settore e sui temi centrali del dibattito sull’e-learning)
- Reportage (un diario dai convegni e gli expo)
(su segnalazione del Prof. Mario Rotta, Università di Firenze - Laboratorio di Tecnologie dell’Educazione)
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